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dom

15

mag

2011

Comunicato stampa dopo il presidio del 12 Maggio

L’ACQUA PUBBLICA NON SI TOCCA – PRESIDIO PARTECIPATO DAVANTI ALLA SEDE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI MONZA E BRIANZA.

 

Ieri giovedì 12 maggio durante la seduta del Consiglio provinciale di Monza e Brianza si è tenuto un presidio molto partecipato (visto il giorno e l’orario dalle 15.00) di cittadini, giovani, donne e lavoratori delle aziende del settore idrico che hanno animato la via Grossi, con slogan, volantini e “speek and corner”.

 

Tale bella iniziativa, democratica e fantasiosa, ha costretto la giunta provinciale a ricevere una nostra delegazione qualificata e determinata.

 

Infatti, verso le 17:00 il Comitato per il Referendum di MB è stato invitato ad un incontro dall’assessore provinciale Fabrizio Sala. Durante l’incontro il Comitato ha ribadito tutte le perplessità di metodo e di merito sulla delibera che di li a poco sarebbe andata in votazione. In particolare è stato fatto notare che nel dispositivo della delibera si fa necessariamente riferimento ad una legislazione sottoposta a referendum e dunque suscettibile di ulteriore modifiche. L’unica disponibilità ottenuta è stata che la parte più delicata degli affidamenti avverrà sucessivamente al Referendum. La partita è rimandata, ma ancora tutta aperta, in relazione al fatto che gli appetiti dei privati e delle lobby finanziarie sono notevoli introno al Ciclo Idrico Integrato della Brianza e che attraverso l'oro blu, costoro si assicurerebbero una rendita vitalizia ai danni dei cittadini, della qualità del servizio, innalzando le tariffe e falcidiando l'occupazione nel settore.

 

Continueremo a monitorare l’attività dell’ATO e l’azione dei Sindaci, tentando di far capire loro che con l'applicazione delle norme regionali vigenti, il ruolo dei sindaci viene espropriato, demandando le decisioni a un organismo, composto da cinque membri , che assumerà un ruolo da vero padrone, alla faccia del fantomatico federalismo municipale.

 

Noi siamo sicuri che il 12 e il 13 giugno la maggioranza del paese dirà con chiarezza che l’acqua è un bene pubblico e non può essere privatizzato, cosi come gli altri beni comuni: territorio, ambiente, scuola, ricerca, ciclo dei rifiuti assistenza alle famiglie.

 

Il Comitato Referendum 2 Sì per l'Acqua Bene Comune, 1 Sì per fermare il nucleare di Monza e Brianza

 

Monza 13/05/2011

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dom

15

mag

2011

Comunicato stampa, sulla privatizzazione provincia MB

TITOLARITA’ DEI COMUNI NEL GOVERNO DEI SERVIZI IDRICI INTEGRATI

 

Il decreto Ronchi sopprime le Autorità Ambito Territoriale Ottimale (AATO) formate dai comuni, soppressione prorogata al 31 dicembre 2011 dal D.P.C.M. 31 marzo 2011.

 

La Regione Lombardia con la legge n. 26/2003 e successive modificazioni fa un ulteriore passo affermando all’articolo 48, in applicazione art. 148 del d.lgs. 152/2006, che:

 

• le funzioni prima esercitate dalle autorita’ ATO devono essere esercitate dalle province

 

• le province devono costituire in ciascun Ambito Territoriale Ottimale un’azienda speciale denominata Ufficio di Ambito.

 

Ciò senza considerare le disposizioni vigenti che indicano la possibilità di attribuire le competenze ad associazioni di comuni, in alternativa alle province.

 

Perché è meglio che il governo dell'acqua rimanga ai comuni?

 

Perché sono le municipalità che hanno una conoscenza diretta dei territorio, degli impianti, delle reti che costituiscono le dotazioni dei Sistemi Idrici Integrati. Inoltre uno dei requisiti richiesti per l’affidamento di servizi ad associazioni di comuni in house (affidamento diretto a società totalmente pubbliche senza gara ) è l’esercizio del “controllo analogo” tra soggetto affidante e soggetto affidatario. Con le funzioni di governo affidate alle province verrebbe a mancare il requisito di “controllo analogo”, mettendo a repentaglio gli affidamenti in house esistenti e futuri. Per non permettere ciò uno degli emendamenti proposti, quando si stava discutendo la legge in regione, era la costituzione di un azienda speciale consortile tra comuni e provincia.

 

GESTIONE TOTALMENTE PUBBLICA DEI SERVIZI IDRICI IN LOMBARDIA articolo 49 Legge Regionale in applicazione art. 23 bis d.l. 112/2008 e successive modificazioni.

 

La legge regionale, recependo le leggi nazionali, prevede la messa a gara della gestione dei servizi pubblici locali o, in alternativa, l’obbligo di cessione di quote azionarie delle società pubbliche di gestione. Tale disposizione è oggetto di uno dei due quesiti referendari.

 

La Provincia di Monza e Brianza con la Provincia di Mantova sono le uniche province che stanno facendo una corsa forsennata e inaudita per eludere le proroghe, beffarsi della democrazia, ed anticipare le date del 12-13 di giugno, quando gli Italiani si confronteranno con la sfida referendaria dei 2 Sì per l'Acqua Bene Comune.

 

La Giunta provinciale di centro destra, ha una fretta del diavolo e vuole portare quanto prima in Consiglio Provinciale una proposta di deliberazione dal titolo “Istituzione dell’ Azienda speciale denominata Ufficio d’Ambito territoriale Ottimale della Provincia di Monza e Brianza in materia di Sistema Idrico Integrato. Approvazione statuto” moltiplicando le cadreghe ai danni dei cittadini e della spesa pubblica.

 

La creazione di questa azienda speciale moltiplicherà i costi per la collettività distribuendo nuove poltrone:

 

• verrà istituito un nuovo consiglio di amministrazione composto di 5 bocche fameliche da “sfamare”, senza richiedere competenze specifiche a questi 5 personaggi in cerca di tanti danè e tanto potere, come avvenuto per altri CdA;

 

• è prevista la figura di un direttore generale le cui funzioni, stando allo schema della delibera, saranno da vero padrone delle reti e del Ciclo Idrico Integrato, che vale parecchi milioni di euro;

 

• i sindaci non potranno più decidere nulla, poiché vengono spogliati del ruolo assegnatogli dalla costituzione;

 

• di fatto questa azienda speciale è il cavallo di troia per la privatizzazione e i privati faranno una carneficina: aumento delle tariffe, peggioramento del servizio, distruzione dell'occupazione;

 

• la delibera è illegittima, poiché non stabilisce che il soggetto erogatore- gestore dovrà essere uno. E non quattro, quanti sono oggi in Brianza.

 

IL COMITATO PER L’ACQUA PUBBLICA DIFFIDA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MONZA A SOSPENDERE, SENZA PIÙ OLTRE INDUGIARE, OGNI ATTO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE FINO AL MOMENTO DI SVOLGIMENTO DELLA CONSULTAZIONE REFERENDARIA SUI DUE QUESITI REFERENDARI RICHIAMATI.

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dom

15

mag

2011

Comunicato stampa: Per non svendere l'acqua pubblica in Brianza

Il comitato provinciale per la difesa dell'acqua pubblica, suo malgrado, è costretto a intervenire per denunciare i comportamenti dell'ente provincia di MB e il CDA di Brianzacque, i quali in tandem eludono le disposizioni ministeriali che dispongono di rimandare fino al 31/12/2011 qualsiasi operazione tendente a privatizzare il Ciclo Idrico Integrato.

Tale disposizione, avvenuta tramite decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sancisce ulteriore proroga sia per la privatizzazione, sia per l'abolizione degli AATO e quindi per tutti i processi di definizione dell'unico soggetto erogatore/gestore.

Il decreto in oggetto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31-03-2011, non suscita alcun dubbio interpretativo, salvo poi fare la parte degli gnorri per portare a termine il disegno mercantile e affaristico in Brianza.

Infatti, sia l'ente Provincia, sia il CdA di Brianzacque, pensano di agire con fare imperturbabile e, se ci è permesso, con un pizzico di arroganza, a dispetto dei dispositivi Ministeriali e, più in generale, delle regole condivise.

La cosa che a noi fa sorgere dei sospetti forti di questo “dinamismo” tutto brianzolo è che su 13 Province in Lombardia, solo Monza e Brianza e Mantova sono le uniche che stanno facendo una corsa forsennata e inaudita per eludere le proroghe, beffarsi della democrazia, ed anticipare le date del 12-13 di giugno, quando gli Italiani si confronteranno con la sfida referendaria dei 2 Sì per l'Acqua Bene Comune ed 1 Sì per fermare la follia del nucleare.

Alcuni giorni addietro come comitato abbiamo spedito ai soggetti preposti una diffida a proseguire il percorso della privatizzazione, che anche la maggior parte della stampa locale ha fatto finta di non vedere preferendo scrivere di altro e genericamente di difesa del territorio, ma noi ci chiediamo come si potrà difendere le basi dell’attuale società civile se non si parte proprio dalla difesa dei Beni Comuni (Ciclo dell'Acqua, Ciclo dei Rifiuti, Territorio, Energia, Ambiente).

Il comitato referendario denuncia tali atteggiamenti e richiama l'ente Provincia a un atto di sobrietà e di lealtà nei confronti della nostra amata Brianza e di tutti i cittadini, affinché si faccia promotrice di un dibattito vero sui Beni Comuni.

Il comitato chiede inoltre al Presidente della Provincia e a tutto il Consiglio Provinciale di valutare attentamente i suggerimenti e i consigli provenienti dal CDA di Brianzacque, che potrebbe vivere un conflitto di interesse dovuto al fatto che la massima espressione del CDA di Brianzacque sia pagato con i soldi pubblici, ma operi per far entrare i privati e pur non volendo regalare a costoro una rendita sicura è a tutti gli effetti un imperdibile affare da oro blu.

Per tutte le dinamiche che emergono; costituite da tripli incarichi, locali e regionali, da parte nostra nutriamo il fondato sospetto che alcuni componenti del CDA, con l'ausilio di esperti Direttori Generali che vanno e vengono utilizzando la porta girevole, siano gli estensori della legge Regionale del 23-12-2010 che prevede la privatizzazione e dunque l'entrata del privato non solo nell'erogazione ma anche gestione del Ciclo idrico Integrato in Brianza; che innesca dinamiche di cannibalizzazione delle patrimoniali e del ruolo decisionale dei sindaci; che tende a minare i livelli occupazionali, avviare un processo di appalti senza controlli e dunque annullare la presenza del pubblico nella gestione e nel controllo dei Beni Comuni.

Noi del comitato Referendario diciamo basta alle mistificazioni e alle menzogne, poiché l'idea mercantile e mercificante dei beni comuni nel nostro paese ha prodotto guasti incalcolabili, ve lo dimostriamo con i dati alla mano:

 

Processo di privatizzazione dal 1992 a oggi cosa ha prodotto?

Dal 1992 ad oggi, i vari governi succedutosi hanno effettuato 207 privatizzazioni per un importo pari a 156 miliardi di euro, regalando ai vari Tronchetti Provera, un patrimonio il cui valore era stimabile almeno del doppio.

Tali operazioni, che dovevano far abbassare il nostro debito pubblico, si sono rivelate delle bufale, poiché alcune proiezioni effettuate dall’ISTAT, dalla Corte dei Conti, dal Ministero dell’Economia e Della Banca d’Italia, sostengono che, senza le privatizzazioni, il debito pubblico avrebbe toccato il 118% del Pil nel 2008, accorgendosi poi che, a saldi avvenuti ,del nostro patrimonio il debito pubblico nel 2009 ha toccato il 116% (tradotto in soldoni il 1992 il debito pubblico era 940 miliardi di euro – attualmente è 1480 miliardi di euro): complimenti agli strateghi delle privatizzazioni.

 

I costi delle bollette con le privatizzazioni:

dal 1995 al 2010, partendo da una base di 100 ci ritroviamo con questa situazione:

 

Acqua potabile da 100 a 175;

Gas Metano da 100 a 136;

            Prezzi al Consumo da 100 a 130;

            Pedaggi Autostrada da 100 a 140;

            Servizi Telefonici da 100 a 85;

            Energia elettrica da 100 a 102.

            Assicurazioni da 100 a 275.                                                                                                                                                      

 

Costo delle bollette dell'acqua, comparazione tra gestione privata e gestione pubblica:

solo alcuni esempi il resto lo si può osservare e analizzare nel file in allegato 8° indagine Nazionale della Federconsumatori.

In tutte le città della Toscana e del Lazio dove il Ciclo dell'acqua è stato privatizzato (i cui soci sono Caltagirone, la Vivendi ex Veolia francese) il prezzo medio al mc. supera i € 2,00, a fronte di un prezzo medio di €. 1,00/mc. di Milano, Monza,Venezia, Sondrio, Lodi e Lecco.

 

Alla luce dei dati e dell'esperienza amara già vista e vissuta, noi ribadiamo che privatizzare i Beni Comuni è una follia, è antidemocratico, è un ritorno al passato; è antieconomico. altro che modernismo.

Pertanto ribadiamo l'invito rivolto all'ente Provincia di soprassedere e bloccare il processo di privatizzazione dell'Acqua, e di concentrarsi su un progetto alternativo e innovativo per gestire con il pubblico tutti i servizi di pubblica utilità in Brianza, ascoltando i cittadini e non le sirene che usano le aziende e le istituzioni per fini che sono in netta contrapposizione con gli interessi collettivi.

 

Monza, 12-04-2011                                         Il Comitato Provinciale di MB

                                                                                per l'Acqua pubblica

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COMUNICATO_STAMPA_Africa 70.pdf
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Il governo Berlusconi prova a far compiere all'Italia un tuffo nel passato, infestandola di centrali nucleari.

Il nucleare è una scelta deleteria e dalle ripercussioni secolari.

Il nucleare uccide! Uccide gli uomini, uccide il pianeta.

Oggi finalmente disponiamo di reali alternative per ricavare l'energia di cui necessitiamo. Possiamo decidere di continuare a scavare il nostro pianeta alla ricerca delle risorse fossili o uranifere, rosicchiarlo pezzo per pezzo dissolvendo il lavoro millenario del cosmo, o possiamo cambiare: ricavare energia in simbiosi con la natura, oggi non è più un sogno ma realtà.

Questa siamo convinti sarà la grande sfida energetica del ventunesimo secolo: vivere non più a spese della natura, mors tua vita mea, ma vivere insieme ad essa, per consegnare un futuro all'umanità. Investire nelle energie rinnovabili, non gambizzarne i fondi per costruire centrali!

Per questo gli studenti monzesi e il comitato referendario contro il nucleare mettono in piazza le loro rivendicazioni, il loro progetto; l'indifferenza è il peso morto della storia, e oggi questo peso rischia di uccidere il futuro.

In questi giorni saremo nelle nostre piazze, nei nostri mercati, nei nostri parchi, per raccontare questa nostra visione ai cittadini, per affermare che è imprescindibile votare SI al referendum del 12 e 13 Giugno contro il Nucleare, per potere realizzare tutti assieme questo progetto.

Qualcuno sta provando a oscurarci. I nostri manifesti legalmente affissi per informare i cittadini del referendum sono stati coperti come fossero abusivi.

Ma a noi non importano questi disperati tentativi di arginare l'opinione pubblica.

La nostra forza non può essere arginata perché deriva dalla convinzione di andare a votare SI di tutti i cittadini che ogni giorno incontriamo durante i volantinaggi.

L'unica cosa che a noi interessa è continuare a informare i cittadini e gli studenti. Per questo abbiamo lanciato per Mercoledì 8 Giugno, alle ore 16 in CGIL Monza (via Premuda 17), un aula di dibattito fra gli studenti, a cui tutti gli studenti delle scuole di Monza sono invitati a partecipare.

 

Votare si al Nucleare, è dare un voto alla vita!

 

Collettivi Studenteschi Monzesi

Unione degli Studenti Monza